Aspettando la Dea. Ronchi: "Fiducia verso Roma. Coppa Italia? Un obiettivo concreto"

Lo sport, praticato e raccontato. Bellunese di sangue, bergamasca di adozione ha la neve e la velocità nel sangue. Camilla Ronchi da atleta (snowboard e hockey su ghiaccio) a giornalista (passione sconfinata per il mondo dello sci e del ghiaccio e per quello dei motori) è un volto notissimo nei grandi eventi (ha raccontato quattro Olimpiadi, il Mondiale Rally ed Gp Italia d’Italia di F!, per citarne alcuni) ed è padrona di casa in tante occasioni (Caschi d’ oro Autosprint, Targa Florio, Rally Italia Sardegna). Ma soprattutto, insieme al figlio Brando – appassionatissimo di calcio e giocatore nel vivaio del Villa Valle -, è spesso al seguito dell’Atalanta. Che sia in casa oppure in trasferta.

OTTIMISMO, SEMPRE – “La sconfitta con il Sassuolo non cambia nulla. L’Atalanta, ad eccezione di qualche passaggio a vuoto, talvolta anche fisiologico, sa regalare e regalarsi delle notti magiche. O come dice Scamacca delle “notti bergamasche”. Credo che all’Olimpico possa essere una di queste. La Lazio (domani sera alle 21 per la semifinale d’andata di Coppa Italia) ritrova qualche elemento, i nerazzurri non avranno ancora Ederson però sono e bisogna essere ottimisti. Inizia un periodo nel quale si gioca ogni tre giorni, sarà indispensabile gestire le energie e talvolta arrivare con la spinta dell’entusiasmo laddove il fisico dovesse non assistere completamente”.

COPPA ITALIA, UN SOGNO – “Ci sono anche i numeri che vanno riscritti. Tre finali con Gasperini perse, sarebbe fantastico mettere in bacheca un altro trofeo. La strada è lunga, ma la Lazio è alla portata. Specie nel doppio confronto, con il ritorno alla “New Balance Arena”. Io ci credo”.

QUEI BIG MATCH … – “C’ero quando i nerazzurri hanno ribaltato i campioni del mondo del Chelsea ed è stata indimenticabile, una delle più belle in questa stagione e forse in assoluto. Ma sono state emozioni forti anche a Varsavia contro il Real Madrid in Supercoppa Europea oppure uscire imbattuti a Barcellona contro i blaugrana”.

CRISTINA, DIECI ANNI DOPO – “Cristina Radici ed io ci siamo conosciute in Val Gardena, dove per un breve periodo abbiamo fatto insieme le maestre di sci e snowboard. Poi le nostre strade si sono divise e per dieci anni non ci siamo più viste. Nel frattempo mi ero trasferita per amore a Bergamo. Il 26 marzo 2013 lei vede dai social che ero diventata mamma di Brando, lo stesso giorno lo era diventata del suo Angelo. Una coincidenza che ci ha fatto ritrovare tanto che oggi i nostri figli sono molto amici. E allo stadio, quando posso, io sono al suo fianco”.

EMOZIONE E PASSIONE – “Speravo che mio figlio seguisse le orme del papà. Mio marito, Edoardo Bertocchi che purtroppo è venuto a mancare sette anni fa, era un grandissimo appassionato di sci e presidente di Neveplast, realtà specializzata nella produzione di piste da sci in materiale sintetico. Non so dire con precisione da dove sia nata la passione di Brando per il calcio, ma l’aria che si respira a Bergamo, quell’amore autentico e profondo per il pallone e per l’Atalanta, ha inevitabilmente lasciato il segno”.

FOTOGRAMMI DA MILANO-CORTINA 2026 – “La mia quarta Olimpiade. Ho iniziato a Torino 2006, poi Vancouver 2010 e Pyeongchang 2018, che fosse per Sky o per Eurosport. Questa, anche perché è stata in Italia, ha rappresentato qualcosa di unico. A riprova del valore anche salvifico dello sport. Come hanno confermato le medaglie di Brignone, Moioli, Tabanelli e Fontana. Ogni metallo porta con sé vicissitudini, storie di vita e tantissimi significati E queste donne, senza scordare Lindsey Vonn, ci hanno mostrato che nulla è impossibile”.

Federico Errante

condividi