Un brodino che muove la classifica d’entrambe e che quantomeno accorcia di una tappa l’arrivo. Atalanta e Genoa non si fanno male e neppure scaldano l’entusiasmo di un popolo nerazzurro che chiedeva giustamente una prova di tenore differente dopo l’eliminazione in Coppa Italia con la Lazio e la prestazione da 4 in pagella di Cagliari. Il commento di Federico Pagani e Stefano Rubis va nel solco dell’insoddisfazione
SERATA SCIALBA – “Poca roba anche stavolta, purtroppo. Ci si aspettava una risposta da Atalanta invece ne è uscita una gara che, segmento finale a parte, ha regalato proprio il minimo su ogni fronte. Poi l’avversario ha messo del suo per non cambiare le sorti. Un paio di situazioni nel primo tempo, zero totale nella ripresa con Carnesecchi spettatore. Ma con la salvezza in tasca era da mettere in preventivo”.
SPECCHIO “ITALIANO” – “Un confronto del genere è lo specchio di quanto è deludente il calcio italiano attuale. Non uno che salti l’uomo per creare superiorità numerica e ritmi troppo lenti anche perché velocizzare il gioco ormai sembra utopia. Infatti poi si vede anche in campo internazionale quello che si raccoglie. Da una parte prevedibilità, dall’altra il chiaro intento di prendere il punticino. Con questi presupposti dura pensare ad un qualcosa di differente dallo 0-0”.
IL VOLENTEROSO KRSTOVIC – “Sul piano individuale Raspadori è stato sfortunato nella circostanza della traversa, ma non può sbagliare sulla respinta del portiere. Apprezzabile Ahanor così come il solito Krstovic, un minimo intraprendente e che ci prova appena ha una mezza occasione. Il suo spirito è sempre encomiabile ma non è bastato neppure stavolta”.
