Maurizio Sarri è il nuovo allenatore dell’Atalanta. Ufficialmente. E finalmente. Dopo il tira e molla con Raffaele Palladino chiuso con l’allenatore campano “sollevato dall’incarico” eccone un altro che però è napoletano solo di nascita (10 gennaio 1959), ma che in terra partenopea ha lasciato un grande segno. Non a caso, insieme al direttore sportivo Cristiano Giuntoli, colui che lo ha voluto fortemente in terra bergamasca. Dove peraltro Sarri è cresciuto, avendo trascorso buona parte della sua infanzia a Castro. La gavetta tra Promozione ed Eccellenza, la Coppa Italia di serie D vinta con il Sansovino (2002-2003), gli anni di Empoli con la doppia panchina, d’argento 2013-2014 e d’oro 2015-2016. La valorizzazione dei talenti e un percorso talmente importante da valere la chiamata del Napoli: in azzurro tre stagioni, i 36 gol di Higuain al primo colpo che però non bastano per lo scudetto poi le prime esperienze europee in Champions. Il titolo sfiorato due volte, arriverà nel 2019-2020 al timone della Juventus. Nel mezzo l’esperienza con il Chlesea con la vittoria dell’Europa League nel 2018-2019. Poi il ciclo, in due tempi, con la Lazio. Un secondo posto in campionato (stagione 2022/23), gli ottavi di finale di Champions League (stagione 2023/24) fino a quello appena concluso tra mille vicissitudini di natura societaria arrivato comunque in finale di Coppa Italia, a spese dell’Atalanta. Non parliamo di debiti da saldare. Di certo la garanzia che, dopo un bel po’ di tempo, ds e tecnico guardano nella stessa direzione. E come primo mattoncino non è certamente male.
Di seguito uno stralcio della nota del club: “Atalanta BC è lieta di comunicare che la guida tecnica della Prima Squadra è affidata a Maurizio Sarri, la cui luminosa carriera annovera oltre 800 panchine tra i professionisti con un palmarès nobilitato dalla vittoria di una Europa League e di uno Scudetto. La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club rivolgono un caloroso benvenuto a mister Maurizio Sarri nella famiglia nerazzurra”.
