Aspettando la Dea. D'Amico: "Post Palladino? Andrei su Grosso o Italiano"

L’Atalanta saluterà questa sera a Firenze un campionato che le ha regalato ancora una volta l’Europa, con il settimo posto sinonimo di Conference League. Al “Franchi” alle 20.45 una sfida valida solo per le statistiche, ma che a prescindere sarà vissuta in maniera comunque particolare da Brescianini, Gosens e soprattutto Palladino. Il focus oscilla tra il bilancio stagionale e i primi passi verso un futuro da delineare. E il punto di vista è quello di Lorenzo D’Amico, data editor e match analyst per Math & Sport, che si occupa della parte statistica e tattica di Dazn e Lega Serie A, ma anche opinionista a Sportitalia per il programma “Offside” e curatore di contenuti video per “Tacchetti di Provincia”, un progetto editoriale che si snoda tra un portale e produzioni video con pagina Instagram da oltre 38 mila followers.

NUMERI NERAZZURRI – “Osservando la classifica dal day 1 di Palladino, ossia dalla 12° giornata, l’Atalanta sarebbe 7° a 45 punti, con solo un punto in meno della Roma direzionata nell’Europa che conta. Non scontato per una squadra che con Juric aveva ottenuto solo due vittorie e arrancava al 13° posto. Non solo, in questa graduatoria parziale, compare come la 4° difesa migliore con 24 gol subiti: merito anche di un ritrovato Carnesecchi dopo i dissapori con Juric e dei suoi 12 clean sheet”.

PALLADINO E IL POST – “È verosimile che l’avventura bergamasca di Palladino volga al termine, il che mi appare strano per una società lungimirante come l’Atalanta che ha mantenuto il progetto Gasperini per ben 9 anni. Uno studio del CIES ci dice che tra i top 5 campionati, un allenatore dura circa 11 mesi in Serie A (dato più basso tra tutti, neanche a specificarlo) . In Premier durano circa 48 mesi, con Arteta che vince una Premier che al club mancava dal 2004, dopo due ottavi posti nelle prime due stagioni. Avrei quindi proseguito con la gestione Palladino, ma ritengo Grosso ed Italiano nomi intriganti per la Dea”.

LE PUNTE E SAMARDZIC – “In un campionato dove gli attaccanti in doppia cifra hanno scarseggiato, l’Atalanta può ripartire dai 10 gol sia di Scamacca che di Krstović: solo Napoli, Como, Inter e proprio la Dea hanno almeno due giocatori in doppia cifra. Da ritrovare, a mio avviso, il talento disperso di Samardžić, il cui basso rendimento da 2 gol gli ha permesso di giocare solo 10 partite da titolare in questo campionato. Ma un mancino così talentuoso va preservato e coltivato in un terreno fertile come quello di Bergamo”.

Federico Errante

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