C’è una squadra bergamasca di pallavolo maschile, la Pog Grassobbio che – dominato il torneo di serie C – è risalita in B ma non ha ancora terminato il suo percorso. Domenica 24, infatti, si giocherà anche lo scudetto contro Ag Milano. Al timone, per il primo anno, Alessandro Boroni, classe 1984, coach bravo a distinguersi già in ambito giovanile e con alle spalle una carriera agonistica che ha toccato anche la serie A. È proprio il tecnico, cresciuto agonisticamente nell’Olimpia, a far emergere la sua fede atalantina in avvicinamento al match con il Bologna di domenica alle 18, l’ultimo dell’annata alla “New Balance Arena”.
PASSIONE DEA – “Il discorso è di lunga data anche perché noi bergamaschi ne facciamo proprio un discorso d’identità. Se penso all’Atalanta, penso al 19enne che aveva assistito dalla Curva lo sfortunatissimo spareggio perso con la Reggina nel 2003. La grandine, la pioggia, il finale amarissimo. Ma la Nord era ieri come oggi un vivere le partite in maniera speciale. Fulcro di aggregazione, passione. Poi negli anni in cui la pallavolo mi ha portato lontano da casa ho potuto solo seguire a distanza, ma negli anni di Gasperini ho potuto riprendere quel filo che si era interrotto”
CONFERENCE? IO VOTO Sì – “Manca un punto alla qualificazione in Conference o comunque una situazione che ci fa pensare che al 99% il pass sia staccato. Sono sempre del parere che, a prescindere dalla competizione, in Europa è sempre bello esserci, giocare e magari provare fino in fondo a mettere in bacheca un trofeo. Chiaro che per tenere la condizione su più fronti servirà un lavoro specifico tale da garantire il picco in primavera, ma la programmazione se fatta a dovere consentirebbe di affrontare a dovere più percorsi”.
ANNATA IN CHIAROSCURO – “La stagione che si sta per concludere è stata complessa. In chiaroscuro, direi. L’arrivo di Palladino ha portato nuova linfa, soprattutto nella prima fase della sua gestione il cambio di passo è stato palese tuttavia negli ultimi due mesi si è fatta veramente tanta fatica. Ritengo che le due gare con la Lazio siano la delusione più grossa anche perché l’avversario era ampiamente alla portata. L’Inter, come ha dimostrato in finale, è più forte ma il solo fatto di esserci probabilmente avrebbe dato alla sfida di mercoledì un senso diverso rispetto al 2-0 a senso unico a favore dei campioni d’Italia. Inoltre, sebbene il Bayern fosse un ostacolo proibitivo, essere eliminati in Champions con dieci gol al passivo ha fatto male”.
INIEZIONE MILAN – “Il 3-2 di San Siro con il Milan ha rappresentato una bella iniezione di fiducia per onorare al meglio le sfide con Bologna e Fiorentina. Dopo nove anni di Gasp, avevamo fatto l’abitudine al bel gioco abbinato alle soddisfazioni. Stavolta le prestazioni qualitativamente da ricordare sono state pochine, a conti fatti”.
SE FOSSI IL DS … – “Stando alle indiscrezioni di mercato, fosse Cristiano Giuntoli il nuovo direttore sportivo proverei una linea che porti ad un tecnico giovane, capofila di un corso nuovo, fresco, innovativo e con quel coraggio che ci vorrebbe anche per ridare tantissimo entusiasmo. Ecco perché sarei favorevole ad una fase di sperimentazione. Magari con un identikit sulla falsariga di Cuesta, che per il Parma è stata una scommessa, eppure li ha portati ad una salvezza relativamente tranquilla. Con gli elementi giusti potrebbe garantire anche quell’effervescenza nel gioco e nella manovra che quest’anno si è vista con il contagocce negli emiliani”.
Federico Errante
