Ingiocabile. Il Bayern per davvero. Non come l’ormai celebre “etichetta” incollata dall’interista Mkhitaryan per la sua squadra, che poi sarebbe rimasta a bocca asciutta. I bavaresi ribadiscono di essere di un altro pianeta e contro una squadra del genere c’è ben poco da fare. Se non alzarsi in piedi e applaudire. I tedeschi, come temuto, chiudono la pratica qualificazione ai quarti di Champions League già alla “New Balance Arena”: 6-1 impietoso, la sconfitta più ampia in Europa per i bergamaschi. Un “set” anche per irrobustire la media della “macchina da gol” (in Bundesliga 92 in 25 partite, una media di 3,68 a incontro; prima del match erano 128 in 38 abbracciando tutte le competizioni).
Per l’Atalanta il primo tempo è un’agonia (agevolata anche dal “suicidio tattico” del 4-4-2 con Scamacca-Krstovic dentro insieme dal 1′), al cospetto di un vero show da parte dei ragazzi di Kompany. Che ne segnano tre in 25′, ne sfiorano almeno altrettanti per concludere con la trasversa pizzicata da Gnabry. La prova di forza incredibile viene “stappata” dal gol di Stanisic completamente dimenticato davanti a Carnesecchi (12′ su assist di Gnabry) e prende quota con una giocata d’altissima scuola di Olise: il gioiellino francese si accentra, elude la marcatura di Bernasconi e trova il palo lungo con una pregevole conclusione dalla media distanza. Altri 3′ e al 25′ Gnabry taglia in due la difesa nerazzurra, entra come un coltello nel burro e fa 3-0. Carnesecchi evita il tracollo su Jackson, che si prova anche con una rasoiata a lato non di molto.
Dall’inizio della ripresa Palladino torna sui suoi passi e ripristina la difesa a tre con Djimsiti per Scamacca, ma è Pavlovic – in un Bayern con Davies e Musiala, giusto per dare un saggio della panchina – il primo a farsi apprezzare alla conclusione. Jackson però, al terzo tentativo fa centro, concretizzando un contropiede impostato da Davies e rifinito da Luis Diaz: tiro preciso e poker servito nonostante un fallo di mano di Pavlovic in partenza non ravvisato dall’arbitro. Al 64′ lo stadio, che non smette di cantare, applaude ancora Olise: il fenomenale transalpino realizza ancora e lo fa pressoché in fotocopia: si accentra da destra e calcia con l’interno. Il set si chiude al 67′ quando Jackson centra e Musiala devia in rete. Al 75′ prima Djimsiti salva su Jackson, sugli sviluppi del corner Upamecano tutto solo colpisce il palo. Unica macchia nello spettacolo teutonico la sceneggiata evitabilissima del diffidato Kimmich per prendere quel giallo che, come per Olise, eviterà anche al capitano l’ormai inutile ritorno. Proprio lui va vicino al settimo centro e in recupero ecco il punto della consolazione con Pasalic che, dopo un’iniziativa di Bellanova e contrasto tra Krstovic e Upamecano, non sbaglia sottoporta.
ATALANTA-BAYERN MONACO 1-6
Marcatori: 12′ Stanisic 22′ 64′ Olise 25’Gnabry 52’Jackson 67′ Musiala 92′ Pasalic
ATALANTA (4-4-2): Carnesecchi; Zappacosta (67′ Bellanova), Hien, Kolasinac (55′ Ahanor), Bernasconi; Sulemana (73′ Samardzic), De Roon, Pasalic, Zalewski (55′ Musah); Scamacca (46′ Djimsiti), Krstovic. All. Palladino.
BAYERN MONACO (4-2-3-1): Urbig; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer (46′ Davies, 71′ Bischof); Kimmich, Pavlovic (68′ Goretzka); Olise, Gnabry (46′ Musiala), Diaz; Jackson. All. Kompany.
Arbitro: Eskås
Ammoniti: Laimer, Kimmich, Musah
