Un pareggio agrodolce. Luca Locatelli, tifosissimo dell’Atalanta – una passione tramandata anche al figlio Andrea -, definisce così il 2-2 interno contro l’Udinese. Squadra di Palladino sotto 0-2, tre cambi dopo quelli di de Roon per Musah all’intervallo, doppietta di Scamacca e un punto ciascuno.
TIMORI CONFERMATI – “Temevo moltissimo questa partita, da giocare tra la Coppa Italia e la Champions ossia partite che richiedono tante energie fisiche e mentali. E infatti non mi sono sbagliato. Il 2-2 è agrodolce”.
PRIMO TEMPO NEGATIVO – “Male i primi 45′ I nerazzurri fanno gioco, recuperano palla anche con una discreta ferocia ma con pochissima qualità. A partire dall’insistenza sugli esterni per poi vedere cross imprecisi. Motivo per cui era impossibile riempire l’area con i friulani, molto fisici, ad avere vita facile”.
PALO… SVOLTA – “La svolta il palo di Scamacca. Fosse entrato quel pallone sarebbe cambiata la partita. Invece è arrivato subito dopo il raddoppio dei bianconeri. Poi il triplo cambio, una sorta di 4-2-4 con Krstovic e Scamacca davanti, Zalewski a sinistra, Zappacosta con Kamaldeen a destra e si è raddrizzata quando i traversoni sono arrivati finalmente precisi”.
DIETRO LA LAVAGNA – “Kossonou e Bellanova, giustamente, sono stati fischiati. Il difensore non sembra più sicuro e le sue incertezze sembra che facciano giocare il reparto in tensione; l’esterno è irriconoscibile, nervoso e impreciso”.
KAMALDEEN OK – “Non mi fa impazzire Kamaldeen. Devo dire che però stavolta mi è piaciuto. Ci ha messo impegno, gamba, energia e voglia di movimentare anche in una prima parte nettamente sotto le aspettative da parte di tutti. Kolasinac e Pasalic sono sempre garanzia di cuore ed esperienza. Bene anche Hien mentre Samardzic sembra sempre in rampa di lancio poi non riesce a concretizzare. Musah, pur un po’ pasticcione, è comunque generoso: elementi cosi, da buon bergamasco, li apprezzo sempre”.
CLASSIFICA? DA NON GUARDARE – “Un punto in due partite probabilmente conferma che l’Atalanta non ha la forza di poter lottare su tre fronti. Adesso, per almeno 3-4 partite, non guardiamo la classifica. Poi vedremo perché questa è una stagione in cui succede tutto e il contrario di tutto”.
Federico Errante
