Nella cornice della sala conferenze della New Balance Arena di Bergamo, c’è stata la presentazione del nuovo Direttore Sportivo Cristiano Giuntoli.
Esordisce così, dando il benvenuto al neo Ds, l’Amministratore Delegato Luca Percassi: “Da parte mia, da parte della proprietà, da parte di tutto il Club, un caloroso benvenuto e un ringraziamento a Cristiano per aver scelto il nostro progetto. Fin dalla nostra prima telefonata ha dimostrato una grandissima disponibilità a sposare il progetto dell’Atalanta. Lo ringrazio anche perché dal suo arrivo si è già messo al lavoro con grande dedizione e professionalità, portando in società nuove e importanti figure professionali di alto livello, un nuovo metodo di lavoro, con una grandissima energia. Come dimostra la sua carriera, ha vinto in tutte le categorie professionistiche, partendo dal basso. Questa è la dimostrazione che la sua capacità e le intuizioni che ha avuto nel mercato, lo hanno portato a raggiungere grandissimi livelli. E’ grande la nostra fiducia nelle sue qualità, sia come professionista che a livello umano, per portare avanti il progetto Atalanta. Rappresenta al meglio il nostro stile societario”.
Prende poi la parola il nuovo Direttore Sportivo: “Innanzitutto devo dire di essere molto felice di essere qui, sono davvero orgoglioso e onorato perché l’Atalanta rappresenta un club davvero importante. Ringrazio tantissimo Luca Percassi per il quale nutro una grandissima stima per tutto quello che ha fatto in società. Credo che sia, se non il più grande, uno dei più grandi manager d’Italia di azienda di calcio in assoluto. E questo è uno dei motivi per cui io ho accettato subito. Ringrazio la proprietà, Antonio Percassi e Stephen Pagliuca, perché mi hanno accolto veramente come un figlio”. “È chiaro che quando uno parla di Atalanta e la vede da fuori, non può che innamorarsene. Penso da dove è partito Antonio Percassi: un ragazzo che viene dalla montagna, gioca nelle giovanili, arriva in prima squadra e ne diventa capitano e poi presidente. Quando si dice che il presidente è il primo tifoso della squadra, lui lo è veramente: questo ti trasmette un’energia incredibile.
Del resto si è visto poi negli anni quello ciò che è stato fatto e costruito. Con una cantera invidiata da tutto il mondo, che ogni anno riesce a sfornare sempre tantissimi gioielli, non solo per il calcio italiano, ma anche per il panorama europeo e mondiale. Rivedo davvero in questo club la mia storia, che abbina risultati e sostenibilità. Quindi credo che sia per me il massimo lavorare in un Club del genere, dove ogni giorno mi posso confrontare e parlare di calcio con qualcuno che veramente ne capisce”.
Crediti: Atalanta B.C
