Aspettando la Dea. Epis, dal sogno paralimpico a quello atalantino: "Colpaccio a casa del Gasp. E poi con la Lazio"

Davide Epis sa cosa vuol dire rinascere. Lo ha fatto dopo un incidente che ha portato all’amputazione del piede sinistro, ha accarezzato il sogno paralimpico a Milano-Cortina 2026 per poi vederlo andare in frantumi a pochi “metri” dalla realizzazione. Il 20enne di Sedrina, atleta della nazionale italiana di snowboardcross e banked-slalom, è nato per lo sport, ne ha praticati tantissimi e con il calcio c’è un rapporto speciale. Un aggettivo, quest’ultimo, che si può “incollare” anche al suo percorso. In cui la resilienza la fa da padrone ogni giorno, la stessa che va sempre di pari passo con il suo sorriso e la sua voglia di non porsi mai alcun limite. Come l’Atalanta, che si gioca tutto o quasi in poche settimane. A cominciare dalla sfida di sabato alle 20.45 a Roma contro i giallorossi di Gian Piero Gasperini.

UNA STORIA, TANTI INSEGNAMENTI – “Da quando, quattro anno fa, mi è stata amputata la gamba sinistra ho perseguito il sogno di gareggiare sulla tavola per dimostrare a me stesso ma non solo che la mia vita non si sarebbe fermata lì. Con il passare del tempo sono sempre migliorato e dopo sacrifici, infortuni, vittorie e sconfitte sono riuscito a essere convocato alle paralimpiadi Milano Cortina. Stavo vivendo un sogno, il mio sogno, poter gareggiare con i migliori atleti del mondo, nei Giochi in casa, con amici e parenti pronti a supportarmi. Purtroppo durante gli allenamenti ho subito una brutta caduta in un salto e mi sono fratturato il braccio sinistro. Sono stato subito operato e la mia corsa si è fermata lì. La notizia dello stop imposto dai medici è stata peggio di una coltellata ma proprio come quattro anni fa non mi lascerò abbattere dall’accaduto. Sono pronto a dare del mio meglio per tornare in gioco”.

IL PALLONE E LA RINUNCIA – “Il mio rapporto con il calcio comincia dalla prima infanzia. Essendo residente di un paese relativamente piccolo (Sedrina ndr), d’estate, per trascorrere le giornate tutti i ragazzi si trovavano al parchetto a giocare a calcio. Poco tempo sono entrato a far parte dei Pulcini del Sedrina per poi passare nel gruppo di Botta di Sedrina. L’ho sempre praticato per divertimento, con amici e compaesani. Quando ho iniziato le scuole superiori però per mancanza di tempo ho dovuto rinunciare”.

ROMA VUOL DIRE GASP – “I risultati straordinari di Gasperini a Bergamo parlano chiaro: cinque qualificazioni in Champions League in nove anni hanno portato l’Atalanta ad una dimensione strepitosa, mai raggiunta e solo sognata fino al suo avvento. Il legame c’è e ci sarà sempre e le sue parole nella conferenza stampa della vigilia sono a dir poco emblematiche, tanto quanto la sua commozione. Per la Dea sarà una bella sfida riuscire a raggiungere nuovamente certi risultati, ma proprio come accade a chi subisce un grosso trauma, bisogna lasciarsi il passato alle spalle e guardare il futuro. Quindi fare tutto il possibile e l’impossibile per tornare a quello splendore e spingersi oltre senza mai mollare, o meglio, “Mola Mia”. Per dirla come noi bergamaschi”.

GARA PARTICOLARE – “Non solo per l’allenatore avversario, aspetto che non deve distrarre. Ma soprattutto per riscattare la sconfitta immeritata con la Juventus. Per l’Atalanta fare risultato a Roma vorrebbe dire mantenere aperta la porta alla qualificazione in Europa e arrivare con il morale alto alla sfida decisiva contro la Lazio in semifinale di Coppa Italia. Si può fare. Contro entrambe le capitoline. Io ci credo”.

Federico Errante

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