In ordine sparso: il minutaggio per Ederson e De Ketelaere, de Roon che raggiunge Bellini, il rientro di Raspadori e una discreta tenuta nel primo tempo in virtù di un atteggiamento più guardingo. L’Atalanta esce dalla Champions League con l’1-4 subito da un Bayern Monaco, pur con tante seconde linee, fuori portata con qualche nota lieta da tenersi stretta in ottica campionato e soprattutto semifinale di ritorno di Coppa Italia. Il livello dei tedeschi è eccelso, in pratica non c’è partita eppure qualche bagliore c’è. Nonostante il complessivo 2-10 tra le due sfide contro uno squadrone da 85 trofei in bacheca e da 139 centri in quest’annata.
Luis Diaz, Guerreiro e Pavlovic cominciano a scaldare i motori e al 24′ Scalvini colpisce con il braccio una conclusione di Kane: l’arbitro Bastien non ne ne accorge, ma è il richiamo al Var determinante per la concessione del rigore. L’inglese batte una prima volta, Sportiello respinge ma nemmeno uno dei due piedi è sulla linea di porta. Il bomber va dalla stessa parte, il portiere si tuffa dalla parte opposta e i tedeschi passano. Al 43′, dopo una frazione di scontata sofferenza (77% di possesso palla dei bavaresi, 16 tiri a 2), occasionissima per il pareggio: sponda di Scalvini, Pasalic però trova il braccio di Urbig a negargli la rete. A riprova di una squadra che dopo una fase iniziale tra il il ricordo dell’andata e l’essere in balia, è riuscita a tenere meglio il campo tentando anche di offendere. Stesso intento in avvio di ripresa quando il solito fondamentale Ederson avvia una ripartenza nella quale De Ketelaere, pesca Scamacca la cui soluzione volante non crea grossi grattacapi al portiere avversario. Un paio di minuti e Guerreiro si divora il 2-0 mentre Bellanova calcia debolmente con il sinistro dopo essere rientrato per concludere una sgroppata. Al 54′ la magia di Kane tra Hien e Kamaldeen, fa sparire il pallone e praticamente da fermo col destro la mette sotto l’incrocio per il suo 47mo centro stagionale. Poco più di un giro di lancette, Bellanova perde palla, Luis Diaz apre per Karl che non sbaglia con un rasoterra di sinistro. Poi un momento significativo per la storia della Dea: dentro Samardzic per Cdk, ma soprattutto de Roon per Ederson. L’olandese, al gettone 435, eguaglia Gian Paolo Bellini in vetta alla classifica delle presenze con la maglia nerazzurra. Sussulti di Kamaldeen e Bernasconi poi Pasalic di testa tutto solo consegna palla ad Urbig. Cosa che non fa Luis Diaz lanciato in campo aperto da Karl: tocco sotto e 4-0. Altro segnale di Bellanova poi ci provano Scalvini e Samardzic. E a 5′ dal termine ecco il timbro dell’orgoglio: angolo di Raspadori, Pasalic prolunga e sul secondo palo di testa il fantasista serbo realizza. Nel finale Kim si mangia la cinquina, ma sarebbe stata un’altra punizione troppo severa per l’ultima italiana a salutare la competizione. i tifosi ancora da applausi con la sciarpata nel settore ospiti.
BAYERN MONACO – ATALANTA 4-1
Marcatori: 25′ su rigore 54′ Kane 56′ Karl 70′ Luis Diaz 85′ Samardzic
BAYERN MONACO (4-2-3-1) Urbig; Stanisic (72′ Pavic), Tah, Kim, Bischof (72′ Gnabry); Pavlovic (56′ Ofli), Goretzka; Karl, Guerreiro, Diaz; Kane (72′ Jackson). All. Kompany
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Kossounou, Hien, Scalvini (83′ Ahanor); Bellanova, Ederson (57′ de Roon), Pasalic, Bernasconi; De Ketelaere (57′ Samardzic), Kamaldeen (71′ Raspadori); Scamacca (71′ Krstovic). All. Palladino
ARBITRO: Bastien (Francia)
