Volto di Mediaset e di Radio Tv Serie A, ma anche tennista professionista (all’attivo punti nel circuito WTA) che adesso strizza l’occhio al padel. Sia giocato sia raccontato con quella capacità d’apprendimento esaltata dal suo essere particolarmente metodica. Chiara Icardi è una delle giornaliste sportive più apprezzate in circolazione. Due lauree, tre lingue parlate (inglese, spagnolo e russo) e un background sempre più ricco e variegato. Chi meglio di lei per presentare Bayern-Atalanta? L’appuntamento per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League è per domani sera (ore 21) all’Allianz Arena di Monaco di Baviera (diretta Prime Video).
UNA CHIAVE DI LETTURA – “Se stessimo parlando di tennis, il 6-1 dell’andata sarebbe solo il primo set perso. Il match sarebbe ancora apertissimo e spesso il giocatore che subisce un netto primo set diventa molto pericoloso nel secondo, complice un possibile calo di attenzione e concentrazione di chi ha dominato. Non parliamo ovviamente di tennis, e il 6-1 calcistico vale molto di più ma il tennis è comunque uno spunto di riflessione da cui nasce la mia idea. Il paragone tennistico è il filo conduttore di come mi immagino questa partita”.
OCCASIONE DA CAPITALIZZARE – “La cosa probabilmente più “facile” sarebbe quella di dare spazio a chi ha giocato meno, a chi rientra da infortuni, provare soluzioni di gioco consapevoli che la montagna definita da Palladino è pressoché insormontabile. Dal mio punto di vista, scegliere l’11 migliore e far giocare tutti i titolari sarebbe la scelta più costruttiva. L’Atalanta ha l’occasione di riaffrontare una delle squadre più forti al mondo. Ha la possibilità ancora una volta di capire cosa fanno meglio, come si muovono, come gli Gnabry, Musiala e compagni, occupano gli spazi. All’andata il tentativo di giocare uno contro uno, di andare a prenderli alti ha dato il risultato che tutti conosciamo, a maggior ragione ritengo che provare una soluzione differente, possa dare un metro di valutazione molto diverso”.
OLTRE IL RISULTATO – “Questo match, nel quale ci si potrà permettere di non guardare il risultato, offre la chance di provare ad alzare il livello. Anche perché cosi facendo con Verona e Lecce in campionato si entrerebbe in campo in maniera differente beneficiando di quella sorta di onda lunga creata dal confronto contro una delle candidate alla vittoria del trofeo. Io credo che ogni partita si debba giocare senza fare calcoli, in controtendenza a quella che è diventata un’abitudine quando la qualificazione si gioca su 180′ perché ogni partita, se affrontata a dovere, ti può anche consentire di provare le soluzioni sperimentate in allenamento che andrebbero a garantire una sorta di upgrade sul piano qualitativo. Ecco perché Monaco potrebbe far scaturire una serie d’effetti positivi a cascata sul campionato e, successivamente, sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio ossia quello che è diventato il grande obiettivo per provare a vincere un trofeo garantendosi, contestualmente, la vetrina europea”.
DATO OGGETTIVO – “Mi piace citare il collega Andrea Marinozzi che in “Cronache di spogliatoio” ha sottolineato come le nostre squadre non riescano a giocare sotto pressione. Nella circostanza dunque ci si affida al lancio lungo provando ad uscire. Il Como, in Italia, è la sola che sta mostrando come invece sa disimpegnarsi a dovere. L’Atalanta ha provato a giocarsela uno contro uno con il Bayern, a viso aperto e sappiamo come è andata. Allora adesso si può pensare di aspettare abbassando il baricentro tentando di restare più compatti sfruttando le ripartenze. In questo modo si avrebbero dunque due parametri differenti di valutazione tra andata e ritorno da cui trarre giovamento per il finale di stagione”.
FONTE D’ISPIRAZIONE – “Prendere spunto dal pareggio contro l’Inter in cui l’Atalanta è stata a due facce, più bassa nel primo tempo e per poi sfruttare i cambi del secondo per alzare la qualità. Se i nerazzurri dovessero uscire da questi 90 minuti con una prestazione diversa da quella dell’andata, non cambierebbe nulla a livello di risultato ma aggiungerebbero un tassello importante al percorso di crescita iniziato con l’arrivo di Palladino“.
DOPPIO “ZOOM”: EDERSON … – “Ederson si è confermato un top player. L’ingresso contro l’Inter ha cambiato la partita, non solo e il cervello, non solo ha la qualità per impostare e da lui spesso si generano le occasioni migliori per la Dea ma con lui in campo contro l’Inter non ha subito gol. Anche all’andata contro il Dortmund nonostante la sconfitta era stato il migliore. La sua assenza di 6 partite è pesata enormemente”.
… E KRSTOVIC – Un altro giocatore-simbolo che, come il brasiliano, a modo suo cambia la partita è Krstovic. Il montenegrino identifica la cattiveria agonistica che cambia i risultati. I suoi 6 gol nel 2026 sono la fotografia dello stato di forma. E il giocatore sempre nel posto giusto al momento giusto, quello che ci crede in ogni azione, quello che vuole letteralmente mordere l’area di rigore. Il lottatore protagonista nella magica vittoria contro il Dortmund. Se tutti avessero il suo modo di stare in campo, sarebbe decisamente tutto più divertente”.
Federico Errante
