Dea da impazzire. Un rigore di Samardzic al 98′ fissa il 4-1 al Borussia Dortmund e passa il turno play-off in Champions League. Lo 0-2 dell’andata viene cancellato dal classico “sviluppo perfetto” per impostare e completare la rimonta. Apre subito Scamacca, raddoppia Zappacosta al tramonto del primo tempo, Pasalic – con il marchio di fabbrica – fa tris dopo il palo colpito dai tedeschi poi Adeyemi “pareggia” i conti. E in pieno recupero l’episodio-chiave: Pasalic recupera palla sull’errore in appoggio dell’estremo giallonero, cerca Krstovic che viene colpito dalla scarpata di Bensebaini che fa sanguinare l’attaccante. Il Var richiama Sanchez e Samardzic calcia sotto la traversa mandando in visibilio la “New Balance Arena”. Per i nerazzurri una delle serate più belle della loro storia, secondo un canovaccio tanto incredibile quanto indimenticabile.
L’Atalanta aggredisce subito e già al 4′ fa le prove generali con un sinistro di Zalewski con Kobel che deve subito impegnarsi. Un minuto ed è 1-0: Bernasconi al centro, il tocco di Bensebaini mette fuori tempo Svensson e apparecchia per Scamacca che da due passi non può sbagliare. A 20′ di distanza dal primo tentativo, Zalewski fotocopia la conclusione e Kobel la risposta. Al 29′ primo sussulto tedesco con Beier che imbecca Brandt sulla cui stoccata immediata Carnesecchi respinge prontamente. Mentre poco dopo su un’incursione di Scalvini è Samardzic che viene contrastato al momento della conclusione. Al 37′ il terzo tentativo di Zalewski, stavolta con un destro che finisce non di molto sopra la traversa, preambolo del miglior finale di frazione che si potesse immaginare. Quando Zappacosta raccoglie uan respinta di Kobel e la sua conclusione trova la deviazione decisiva di Bensebaini. I nerazzurri sono galvanizzati, in avvio di ripresa – dopo una paratona di Carnesecchi su Guirassy (ma l’attaccante era in fuorigioco) e un destro di de Roon – sono anche fortunati visto che Beier scappa e solo davanti al portiere calcia con il destro colpendo il palo poi sulla ribattuta Brandt si trova il pallone addosso e non trova il tempo per concludere a porta vuota. Quel tempo che, come sempre, trova alla grande Pasalic pescato sul secondo palo da de Roon: colpo di testa a fil di palo ed il 3-0 è servito come nella migliore riproposizione del vecchio adagio del “gol mancato, gol subito”. Poi è apnea quando Pasalic chiude all’ultimo Chukwuemeka e non c’è nulla da fare poco dopo con Adeyemi che si mette in proprio, chiede l’uno-due e con uno splendido sinistro a giro accorcia rimettendo tutto in parità tra andata e ritorno. La reazione bergamasca è in un sinistro potente di Samardzic, da dentro l’area, che non trova il bersaglio a Kobel (probabilmente) battuto. Il portiere tedesco, nel già citato episodio decisivo, esce male servendo Pasalic poi viene superato da Samardzic, glaciale dal dischetto. Adesso Arsenal o Bayern agli ottavi, ma ci ci penserà a tempo debito.
ATALANTA BORUSSIA DORTMUND 4-1
Marcatori: 5′ Scamacca 45′ Zappacosta 57′ Pasalic 75′ Adeyemi 98′ Samardzic su rigore
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (77′ Djimsiti), Hien, Kolasinac (72′ Ahanor); Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski (85′ Kamaldeen); Scamacca (72′ Krstovic). All. Palladino
BORUSSIA (3-4-2-1): Kobel; Can, Anton, Bensebaini; Ryerson (70′ Couto), Bellingham (70′ Adeyemi), Nmecha, Svensson; Beier (60′ Fabio Silva), Brandt (60′ Chukwuemeka); Guirassy. All. Kovac
Arbitro: Jose Maria Sanchez
Espulsi: Bensebaini, Schlotterbeck (non dal campo) e Scalvini (non dal campo). Ammoniti: Bensebaini, Can, Fabio Silva, Hien
