Cinque olimpiadi in carriera, il cuore da sempre e per sempre nerazzurro. Il “Gasperini della neve” è una definizione che gli hanno cucito su misura. Perché Livio Magoni ha vinto tanto – apoteosi con due fuoriclasse come la slovena Tina Maze e la slovacca Petra Vlhova – sapendo estrapolare il meglio dai suoi atleti e portandoli ai massimi livelli. Con impegno, sacrificio e dedizione. Ora queste prerogative che hanno reso grande il tecnico di Selvino vengono trasmesse quotidianamente ai ragazzi del suo “Magoni Ski Team”. A due giorni dall’inizio dei Giochi di Milano-Cortina e alla vigilia di Atalanta-Juventus (domani alle 21 alla New Balance Arena) non può esserci personaggio migliore per “inquadrare” l’attualità.
IL GASP DELLA NEVE – “La definizione “Il Gasp della neve” mi piace. Mi sono sempre rivisto nelle metodologie di Gasperini, con gli atleti che devono seguire “full time” il tecnico e le sue idee. Mi spiace soltanto non essere riuscito ad incontrarlo per confrontarmi e capirne di più rispetto al suo “sistema”. Vincente, severo, senza gerarchie. Come, tra i tanti, aveva mostrato anche il discorso relativo al Papu Gomez”.
GLI STRAPPI – “Purtroppo a grandi livelli, nel momento in cui non collimano più le idee, anche quando cerchi di lasciarti nella maniera migliore invece si crea sempre un qualcosa che sporca il rapporto facendo impallidire quello che si è conquistato insieme. Penso alla mia escalation con Petra Vlhova o la sua con i nove anni al timone della Dea”.
JURIC, UN ERRORE – “Scegliere Juric per il dopo Gasperini è stato un grosso errore. Un tecnico all’apparenza simile a Gian Piero, in realtà molto diverso. E infatti il rapporto si è chiuso, come si temeva, dopo poco tempo. Palladino è di ben altra stoffa, sta dando un’identità differente alla squadra sebbene gli alti e bassi recenti abbiano lasciato parecchio amaro in bocca. Ma la prova tutto carattere di Como è stata un bel messaggio, che dà fiducia”.
CON LA JUVE UN MATCH APERTISSIMO – “Affrontare questa Juve in una gara secca non sarà certamente un compito facile. Spalletti ha rilanciato e compattato una squadra che adesso sta vivendo un’ottima fase ed è l’avversario più scomodo che potesse capitare adesso. Può succedere di tutto. La Coppa Italia può essere un obiettivo”.
AI PIEDI DI “RE CHARLES”– “Credo che il trend della sfida verrà indirizzato dall’approccio dell’Atalanta. Con la giusta mentalità, aggressività e determinazione penso che De Ketelaere, con i suoi lampi di classe possa essere decisivo per il passaggio del turno”.
“DELIRIO TOTALE” – “Sono atalantino da sempre e iscritto al club di Selvino. Gli amici sono riconoscibili in casa ed in trasferta sotto la bandiera “Delirio Totale” ricordando, ad ogni occasione, Corrado Ghilardi che ci ha lasciato il 24 luglio 2022. La sua scomparsa ci ha ulteriormente compattato con la Dea sempre in cima ai nostri discorsi”.
FLASH OLIMPICO – “Sofia Goggia è da medaglia sia in discesa sia in superG con la speranza che almeno una sia d’oro visto che conosce l’Olympia delle Tofane come le sue tasche e vi ha già vinto. Federica Brignone sorprenderà: la vedo sul podio in gigante, nonostante tutto quello che ha passato. Nella velocità maschile – sulla “Stelvio” di Bormio siamo forti, soprattutto con Giovanni Franzoni e Dominik Paris. Ma anche nelle tecniche, su un pendio facile per slalom e gigante si può fare bene. Poi chiaro che in questi eventi “one shot” possa succedere di tutto”.
Federico Errante
