Il commento al match perso (2-3) alla “New Balance Arena” dall’Atalanta contro Athletic Bilbao è di Paolo Bonola, biologo nutrizionista specializzato nutrizione sportiva, ma anche pallavolista di serie A.
Un recente passato nella seconda serie nazionale nel ruolo di centrale, un presente in A3 con la maglia di Savigliano per un percorso transitato anche da Scanzorosciate, compagine di B. Parallelamente sempre forte la passione per il calcio e la simpatia per i colori nerazzurri.
IN CONTROLLO E POI… – “Una battuta d’arresto a tratti inspiegabile visto lo sviluppo del primo tempo. Atalanta con il 66% di possesso palla che appariva totalmente in controllo. Va in vantaggio con Scamacca, sfiora il raddoppio con Bernasconi, si fa viva dalle parti di Unai Simon pur con due azioni fermate per fuorigioco, prende un palo con De Ketelaere e poi cambia tutto”.
“INFILATE” NON DA CHAMPIONS – “Sui gol subiti c’è la pesante responsabilità della difesa. Due ripartenze che non si possono concedere quando la posta in palio è cosi alta ed il terzo gol con la palla persa a metà campo che ha dato la mazzata finale. Per certi versi è persino inspiegabile ciò che è accaduto. Ecco perché brucia ancor di più”. 
IN CASA FA ANCOR PIU’MALE – “Una serata che fa male, oltretutto in casa e al termine di un confronto nel quale stavi dominando e dal quale esci a mani vuote. Il pareggio degli spagnoli è stato quell’episodio che ha stravolto un trend che sembrava palesemente indirizzato. L’Atalanta ha provato a vincerla con i cambi, invece le sostituzioni che hanno ribaltato tutto le hanno fatte loro”.
FATTORE SAMARDZIC – “Pur discontinuo, io sono tra quelli che vorrebbe vedere Samardzic maggiormente in campo. Quando si accende spesso è in grado di far scattare qualcosa, però con un minutaggio cosi basso l’impresa si complica. Direi bene Lookman per lo spezzone di gara cosi come Scamacca che ha trovato un’altra rete europea. Serve all’Atalanta e serve alla Nazionale”.
FORMULA SPIETATA – “Con questa formula la Champions non perdona. E ci sarebbe da discutere. Però è un regolamento che va accettato, ma che lascia ancor più amaro in bocca. Detto ciò, sembra perfino scontato dirlo dopo un 2-3 del genere, ma se dopo Gasp il ciclo è finito ora bisogna dare a Palladino tutto il tempo per ricostruire. E farlo, talvolta, implica anche metabolizzare mercoledì come questi”.
Federico Errante
(foto Alberto Mariani)
