Angelo Locatelli. Quando si dice che possa bastare il nome per rappresentare non solo un ruolo, quello del team manager, ma anche un simbolo per il nostro calcio. Dagli inizi nella stagione 1979-80 con la Nuova Treviglio al quinto anno, in corso, con il Brusaporto in serie D che gli ha consentito di tagliare il traguardo delle 1000 panchine. Un primato fatto di tanta passione, entusiasmo, competenza e carisma. La serie C con la Tritium, ma anche la quarta categoria nazionale con la Nuova Colognese a fianco dell’attuale tecnico dell’Under 23 dell’Inter Stefano Vecchi. E ancora i successi con la Zanconti e con la Trevigliese in un percorso lunghissimo che ne ha fatto una delle figure più apprezzate del movimento. Ecco perché la presentazione della sfida tutta nerazzurra di domani sera alle 20.45 all’Arena Garibaldi di Pisa è l’occasione per raccogliere un suo punto di vista trasversale.
DEA, NON CADERE DALLA TORRE – “Il Pisa è ultimo, ha una sola vittoria all’attivo e ben dieci pareggi. Ma è una squadra, oltretutto reduce dal 2-2 di Udine, viva sebbene i numeri non lo stiano affatto premiando. Poi si sta muovendo sul mercato cercando d’investire per garantirsi la salvezza. Sul suo campo, inoltre, forte di un clima tradizionalmente caldo come quello toscano, non è facile per nessuno”.
VOGLIA DI POKER – “L’Atalanta sta attraversando un ottimo momento. Palladino ha portato novità e gioventù e i giocatori guardano con attenzione seguendo moltissimo i tecnici giovani molto più vicini alla loro età di quanto lo siano allenatori più navigati. Raffaele ha rivitalizzato la squadra e credo che Krstovic, un combattente vero, possa rivelarsi ancor più importante. Mi piace molto e, a prescindere dalla doppietta di Bologna, saprà incidere ancora. Poi c’è un portiere che, dopo Donnarumma, reputo il migliore in Italia: Carnesecchi è un estremo difensore che porta punti e fa la differenza”
PALLA…MONDO – “Palladino ha dalla sua la capacità d’essere anche un comunicatore di altissimo profilo. Sa farsi volere bene dal gruppo così come dalla piazza. In questo mi ricorda Emiliano Mondonico, che sapeva – con una destrezza assoluta – orientare le situazioni uscendone sempre a testa alta. O come Mourinho che, attraverso le sue esternazioni, spostava a piacimento l’attenzione in base al risultato”
RASPAD’ORO – “L’innesto di Raspadori rappresenta un acquisto di grande livello che innalza ulteriormente il taso qualitativo dell’Atalanta. Visto il suo desiderio di venire a Bergamo rifiutando altre soluzioni, sa che c’è grande aspettativa ma anche che tutto dipende da lui. Sia per le fortune dei nerazzurri sia per il discorso Nazionale. Ed è consapevole di trovare l’ambiente giusto e Gianluca Scamacca, con cui con la maglia del Sassuolo, ha vissuto un periodo magico”
LOOKMAN DA TENERE – “Fossi la società, terrei Lookman fino a giugno anche perché fa la differenza. A prescindere dalle offerte sul tavolo, una volta passata la bufera estiva, si è dimostrato un professionista cominciando a giocare come sa fare e senza risparmiarsi”.
BRUSA DA PLAY-OFF? – “A Brusaporto siamo partiti per un campionato tranquillo. Il secondo posto con il Chievo dice molto circa la bontà del lavoro di mister Maurizio Terletti, un bravo mister che ho avuto alla Trevigliese quando era giocatore. Si fa rispettare, ha le idee chiare in campo e fuori anche perché supportato da una società solida e seria che sa quello che vuole. Detto ciò, la soglia d’attenzione deve restare altissima anche perché siamo in tante in pochi punti. I play-off sarebbero un risultato super”.
LE MILLE… E TANTI RICORDI – “La tripla cifra fa effetto, i ricordi sono tantissimi. Penso alla prima esperienza con la Nuova Treviglio nel 1979 quando, in Terza Categoria, mi fecero capire che era meglio che andassi a bordo campo piuttosto che in campo dunque decisi di acquistare la società divenendone presidente. Penso alle gioie con la Zanconti o la vittoria dell’ Eccellenza con la Trevigliese che aveva Angelo Passera in panchina”.
LA C A TREZZO. E ZAPPACOSTA… – “Memorabile il biennio con la Tritium. Il secondo anno con la memorabile salvezza conquistata a Portogruaro. Il match più incredibile, invece, in C contro l’Avellino nel quale militava Davide Zappacosta. Stagione 2011/2012, al “Partenio” rimaniamo in dieci per l’espulsione del portiere Pansera, i cambi erano finiti ed in porta va Corti, un centrocampista, che non può far nulla sul rigore a favore degli irpini. A 5′ dalla fine Enrico Bortolotto inventa un contropiede e sigla una rete da manuale con il pallone, dal limite, sotto l’incrocio dei pali”.
Federico Errante
