“Sono felice di essere in questa grande società. Il mio staff ed io faremo il massimo. Un ringraziamento alla famiglia Percassi (l’ad Luca al suo fianco) a Pagliuca e al ds Tony D’Amico. Sono orgoglioso di rappresentare l’Atalanta”. Ecco Raffaele Palladino: idee chiare, concetti anche di più. Il nuovo tecnico nerazzurro è stato presentato ufficialmente in una gremitissima sala stampa alla New Balance Arena.
Curiosità, entusiasmo e voglia di riscatto. Il dogma? “Provare a comandare sempre le partite”. Pochi giorni di lavoro, ma la via è tracciata. Il pensiero? “Solo e soltanto alla partita di Napoli. C’è tanto lavoro da fare, in poco tempo. C’è da reagire subito, non vedo l’ora di scendere in campo”
Forma, eleganza ma soprattutto tanta sostanza. Con le parole che andranno tradotte nei fatti, nel più breve tempo possibile.
I TASTI – “Pochi ma chiari puntando sul dna dell’Atalanta quindi intensità, filosofia del lavoro, concretezza e sacrificio. Ho cercato di far ritrovare quello che avevamo un po’ perso, C’è tanto su cui lavorare, poco tempo a disposizione ma dobbiamo ottenere il massimo con un gruppo dai grandi valori umani e tecnici”.
LO STOP – “Una mia volontà, ma è stata un’opportunità per studiare situazioni nuove e diverse nonché un motivo di crescita. Sono stato in Inghilterra, mi ha colpito Arteta. Aspettavo l’Atalanta perché è un top club, ho visto tutte le partite. Ho ricevuto tante chiamate, ma quando è arrivata quella dei nerazzurri ci abbiamo messo davvero poco. Abbiamo capito subito che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda per riportare questa squadra a battagliare su tutti i campi”.
LA NUOVA DEA – “Ogni allenatore ha le sue idee. Ci tengo a salutare Ivan Juric con cui ho condiviso lo spogliatoio e poi è stato mio allenatore. Lo ringrazio anche perché ho trovato la squadra in buona condizione fisica. Il dogma è quello di provare a comandare le partite, voglio vedere una squadra coraggiosa e che dia intensità. Il gruppo, la dedizione, la partecipazione e la voglia di rivalsa. Credo che questa squadra possa e debba fare di più”.
I PRIMI GIORNI – “Ho cercato di conoscere i ragazzi e la società. E da domani avrò tutti a disposizione. Il calendario? A me interessa la prima, con il Napoli. Poi sappiamo che abbiamo tre competizioni, una rosa ampia e sono convinto che tutti possano essere utili. E so dove andare a ricercare l’intensità che serve. Non esistono titolari e riserve. Ogni giorno per i ragazzi deve essere un test”.
SCAMACCA – “L’ho trovato bene, è rientrato con grande voglia dalla Nazionale. Credo tanto in lui come in tutti gli attaccanti a disposizione. Ha grande potenziale, caratteristiche specifiche e in determinate partite, esattamente come Krstovic. Deve solo capire che bisogna andare forte anche negli allenamenti e poi sono certo che le qualità verranno fuori”.
EMPATIA – “L’empatia è fondamentale. Poche chiacchiere, bisogna fare i fatti. Senza quattordici nazionali, con i nove con cui ho lavorato si è cominciato ad inserire concetti e principi che voglio vedere già da sabato a Napoli”.
INTEGRALISTA? NO, GRAZIE – “Non sono un integralista, ma sono aperto in base alle caratteristiche dei giocatori. Cerco di trovare il vestito giusto per la squadra mettendo sempre quella al primo posto. Credo nel 3-4-2-1 che all’occorrenza può diventare un 3-4-1-2 . Per questi due moduli ci sono caratteristiche giuste, sono soddisfatto, c’è solo da abbassare la testa e pedalare”.
LOOKMAN – “Ho telefonato a tutti coloro che erano impegnati con le nazionali. Si è presentato bene, valuterò il suo impiego in base a quello che mi dirà il campo”.
GASP UN MAESTRO – “Con Gasperini ci sentiamo spesso. Lui per me è stato un maestro. Adesso però bisogna guardare avanti. Ha fatto qualcosa d’indelebile a Bergamo. Noi dobbiamo solo pensare a fare un grande lavoro”.
MALDINI – “Ho a disposizione 22 giocatori di movimento più 3 portieri. Daniel Maldini sa cosa voglio: bisogna andare forte sfruttando le occasioni a disposizione”.
LA PRESENZA DEL CLUB – “Avere la dirigenza ogni giorno al campo è ciò che mi ha sorpreso maggiormente. In questo modo si crea un legame familiare e noi dobbiamo portare avanti proprio questo. Perché insieme siamo più forti”.
ATTACCO STERILE? NO PROBLEM – “Non giudico ciò che è stato ottenuto. So però che il potenziale offensivo è incredibile e non mi riferisco solo al reparto avanzato. Voglio che i quinti vadano a chiudere e chiedo un meccanismo di un certo tipo per metterci in condizione di segnare di più. Dobbiamo giocare, difendere, attaccare da squadra”.
PELUSO – “Federico è felice più di me. Conosce il mondo Atalanta, mi ha spiegato come si lavora da queste parti. Quando io arrivo in una società mi piace conoscere il cuore della città, voglio capire la mentalità e tutto l’ambiente che ruota attorno alla squadra”.
GIOVANI E FORTI – “Tutti gli elementi se sono qui è perché sono forti. Ma non si smette mai di crescere. Poi sta a loro, ma il miglioramento non termina mai e sta a ciascuno”.
Federico Errante
(photocredits: Atalanta B.C.)
