CHI L'HA VISTA | Cremonese-Atalanta: "Pareggio che non può soddisfare"

La pareggite ora è acuta. L’Atalanta è costretta ancora al segno X, il quarto di fila in campionato ed il quinto Champions compresa. La gara numero 700 con Antonio Percassi al timone si chiude sull’1-1 contro una Cremonese che, allo Zini, ha mostrato tutta la sua tempra. Primo tempo di personalità contro una formazione nerazzurra a tratti sbiadita che va sotto con il primo urlo in Italia di Jamie Vardy proprio nel suo momento migliore. I ragazzi di Juric però grazie al neo entrato Brescianini riescono a raddrizzare una sfida che è coincisa con l’ennesima puntata del ritornello diventato tormentone, stavolta però riferito alla ripresa: il calcio non è il pugilato, non si può prevalere ai punti. Vince chi la butta dentro. E anche nel derby, de Roon e compagni hanno mostrato tutti i pregi e i difetti. Resta l’imbattibilità, con essa però anche il consueto amaro in bocca.

La Cremonese parte meglio, Atalanta lenta, prevedibile e imprecisa. Fatto sta che i grigiorossi impegnano due volte Carnesecchi, con Vandeputte e soprattutto con Barbieri (27′) dalla distanza. Poi capitan Baschirotto, da pochi passi, non trova la porta di testa.
I nerazzurri si svegliano da quando Krstovic – fino a quel momento abulico (da matita rossa due appoggi piuttosto elementari sbagliati) – scalda i guantoni di Silvestri con un destro radente. Poi sale anche De Ketelaere, l’unico a dar la sensazione di poter inventare qualcosa di buono. Il suo colpo di testa da posizione (45′) favorevole finisce tra le braccia del portiere di casa.
Quando Juric cambia (58′, Samardzic e Scamacca per un Cdk non proprio euforico e Krstovic), i bergamaschi aumentano i giri proprio grazie alla verve del serbo che, al 72′, costringe Silvestri alla grande parata su una conclusione radente. Passano 6′ e arriva il vantaggio grigiorosso: Zerbin, lasciato inspiegabilmente solo, chiama Carnesecchi alla prodezza ma sulla respinta Vardy non può sbagliare. Scamacca allora prova a suonare la carica, ma è Brescianini – entrato da 2′ per Pasalic all’84’ – a calciare da fuori con il sinistro e a fissare l’1-1. Per la sesta volta su otto match in questa serie A.

L’ineccepibile analisi della sfida è di Andrea Ferrari, caporedattore di CuoreGrigiorosso.com

PRIMO TEMPO CREMO – “Un match vivace con tante occasioni già nel primo tempo. Le due squadre avevano già vissuto pareggi bloccati, stavolta non è stato cosi. L’Atalanta ha calciato maggiormente verso la porta (20-9 e 6-5 nello specchio), ma la Cremonese si è fatta preferire nella prima parte per energia, cattiveria e determinazione nonostante tanti elementi adattati per necessità. Vandeputte in regia viste le assenze di Bondo e Grassi, non c’era neppure Pezzella ed è stato impiegato Floriani Mussolini, dietro Faye e un binario mancino inedito. Alla stregua peraltro del tandem offensivo dato che Vardy e Sanabria non avevano mai giocato insieme”

LA STRIGLIATA DI IVAN – “Nella seconda frazione è cambiato tutto anche perché credo che Juric si sia fatto sentire nell’intervallo. Con gli ingressi di Samardzic e Scamacca i nerazzurri hanno premuto, creato e il gol sembrava solo questione di tempo. Invece lo ha trovato la Cremonese, il primo di Vardy, che ha creato un tale entusiasmo d’aver dato a qualcuno la percezione che la partita potesse essere finita lì. Non avevano fatto i conti con la reazione dell’Atalanta che ha trovato un pareggio strameritato con una conclusione un po’ sporca di Brescianini da fuori”

BILANCIO – “Per la Cremonese un pareggio contro una big del campionato ha soddisfatto tutto l’ambiente. Per l’Atalanta un altro pareggio che sta molto stretto, ma non credo che la prestazione – a prescindere da un Krstovic ancora insufficiente – possa far felici i tifosi”.

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