“Un onore essere stato parte di una storia importante. L’Europa League un’impresa costruita realizzando, non solo in finale, qualcosa di straordinario” Il collegamento a sorpresa dall’Argentina di Claudio Caniggia è stato uno dei momenti di picco dell’applausometro sul piazzale Goisis davanti alla Curva Morosini.
L’anniversario 118 dell’Atalanta e l’inaugurazione della statua celebrativa della magica notte del 22 maggio 2024, senza dimenticare la suggestiva mostra delle maglie nerazzurre (“Come una seconda pelle”) per un evento memorabile.
Il popolo nerazzurro ha vissuto un’altra serata intensa passata anche dal videomessaggio di Gian Piero Gasperini e alla voglia matta di riabbracciare tante figure che hanno lasciato una traccia nel cuore della gente e nel percorso atalantino.
Dal passaggio-flash di Roberto Donadoni prima che si accendessero le luci al blitz di Gabriele Perico fino a Simone Tiribocchi, al tavolo con tanti di quei compagni con cui ha condiviso uno dei frangenti più intensi della carriera. C’erano Gianpaolo Bellini e Massimo Carrera, Giulio Migliaccio, Stefano Colantuono, Ivan Pelizzoli, Fernando Damian Tissone, Luca Ariatti, Alex Calderoni, Giorgio Frezzolini, Mattia Caldara e Davide Bombardini. Insieme a loro tanti indimenticabili tra gli anni 80 e 90. A cominciare da Marino Magrin e Valter Bonacina, poi Giancarlo Finardi, Carmine Gentile, Gabriele Messina, Luigi Pasciullo, Claudio Vertova, Claudio Foscarini, Giorgio Magnocavallo, Gabriele Andena, Marco Pacione e Giancarlo Snidaro.
Si sussurrava poi che anche l’Atalanta di oggi avrebbe fatto capolino. E così sulla balconata apoteosi alias “dulcis in fundo” per il presidente Antonio Percassi in una “sfilata” aperta da suo figlio Luca e passata per Raimondi, Kolasinac, Djimsiti, Rossi, Pasalic e de Roon fino a mister Juric. E alle 21.30 giù il velo, rigorosamente nerazzurro, sulla riproduzione del trofeo (oltre due metri d’altezza) frutto di un progetto nato da quattro gruppi della tifoseria (Tanto Tornano, Per Chi Non Può Esserci, Forever e ATA (Associazione Tifosi Atalantini). La posizione è all’esterno della Curva, quella vera e autentica è nel cuore di tutti. Per ricordare una data che resterà indelebile. E che ora è scolpita anche nel marmo. Con un pensiero speciale: “Dedicata a chi l’ha sempre sognata e non ha potuto viverla”.
Federico Errante
