La Nova Montello sogna. E il suo capitano vuole chiudere alla grande una carriera in linea con il suo profilo. Che definire “speciale” è veramente poco. Perché Giulio Fogaroli, che il 6 settembre prossimo spegnerà 40 candeline, ha cominciato nell’AlbinoLeffe, ha toccato la serie B e ha calcato i campi della C, in quel di Prato. Poi il richiamo della sua terra e la voglia di “guardare oltre” abbinando il calcio ed il lavoro. E allora Brusaporto, Pradalunghese, Casazza e Nova Montello alias un “km 0” nella squadra del suo paese. Un’avventura nata quattro stagioni fa e partita, per il centrocampista, dalla Terza Categoria.
La squadra del presidente Marco Perletti, il cui patron onorario è l’ex atalantino, al giro di boa è davanti a tutti in Seconda. In un girone C che vede, all’alba del 2026, ben quattro squadre in tre punti: gialloneri a 34, Accademia Gera d’Adda a 31, Barianese e Romanese a 31.
SCELTA DI CUORE – “Quattro anni fa ho sposato un progetto nuovo nel modo più naturale. Perché indosso i colori della squadra del mio paese insieme a tanti amici. Il modo più bello di coniugare il calcio ed il lavoro”.
VOGLIA DI GRAN FINALE – “Mi voglio godere gli ultimi mesi, congedandomi possibilmente in bellezza. La Nova Montello è una buona squadra con ambizioni mai negate. Tuttavia il girone è tostissimo, il più complicato a questi livelli. Però ci siamo e cercheremo di fare di tutto per arrivare fino in fondo, anche se siamo consapevoli che le avversarie saranno ancor più battagliere nel girone di ritorno”.
UN CAMMINO FANTASTICO – “Lavoro, sacrifici e scelte, sono stato ampiamente ripagato sotto ogni aspetto. Se mi guardo indietro al calcio ho dato tanto, ma ho ricevuto tantissimo. Sul fronte sportivo ma soprattutto sul piano umano con tantissimi legami creati e che resteranno per sempre. Mi sono goduto ogni istante, mi sono divertito e ora vorrei chiudere a dovere. Dispiace lasciare, ma alla carta d’identità non si può mentire. Un rammarico? Avrei giocato volentieri almeno una stagione in una squadra del sud”.
QUELLE SCARPE … – “Negli ultimi tempi, acquistare un paio di scarpe verso marzo-aprile era il segnale che avrei proseguito. Due anni fa mi sono rotto il tendine d’Achille, allora i compagni mi hanno fatto una sorpresa facendomi loro quel regalo. Mi vogliono bene, per ringraziarli non ho potuto far altro che proseguire. Ora però siamo veramente al capolinea. Anche perché quelle Asics sono finite fuori produzione. Evidentemente è il segnale che devo proprio appenderle al chiodo…”.
Federico Errante
