Campioni d’inverno, 3ª D | Bottanuco, macchina da gol e difesa di ferro

Nella consueta girandola di interviste sui campioni di inverno, approdiamo a Bottanuco, terza categoria girone D, dove troviamo una squadra capolista del girone con 32 punti, con una media realizzativa di oltre tre reti a partita: tre i punti di distacco dall’inseguitrice Mariano e ben sette dalla terza della classe, il Vidalengo.

Abbiamo sentito il parere del direttore sportivo Simon Airoldi, punto fermo di una dirigenza che ambisce a fare le cose in grande.

Prima di tutto voglio dirlo chiaramente: dietro questo progetto ci sono Tommi Vitali e Fausto Tironi. Sono le due persone che, insieme a me, hanno costruito tutto in questi anni: sono la mia forza e mi danno una grossa mano nelle scelte. Sono due fenomeni nel tenere unito il gruppo.
Ognuno nello staff ha un ruolo specifico e tutti abbiamo un obiettivo comune.
Il Bottanuco è stata la società giusta: ci ha dato carta bianca e anche la possibilità di sbagliare. Per noi è stato decisivo e gliene saremo riconoscenti per sempre. Un grazie speciale va anche al presidente Marzagalli, persona eccezionale: fa piacere vedere la squadra così legata a lui.

Simon, quali sono i tuoi punti di vista su questo girone, dopo il girone di andata?

Dopo il girone di andata il bilancio è molto positivo: siamo primi e ce lo siamo meritato. Il risultato nasce dal lavoro di tutti i giorni e dall’atteggiamento del gruppo. La società in due anni ha fatto un gran lavoro: l’anno scorso è stata costruita la squadra, quest’anno è stata completata, e oggi si vede un’identità chiara e tanta voglia di migliorare.

Ci indichi le tue sorprese o delusioni di questo girone?

La sorpresa più bella è stata vedere quanto siamo cresciuti come squadra: disponibilità, sacrificio e unità. In Terza Categoria lo spogliatoio fa la differenza e noi stiamo andando nella direzione giusta. Delusioni vere no: qualche punto si poteva gestire meglio, ma ci è servito per alzare il livello.

Bottanuco macchina da gol impressionante: questo reparto offensivo sarebbe già pronto per una categoria superiore?

I gol fanno piacere, ma voglio dirlo senza giri di parole: il merito della nostra fase offensiva è soprattutto del mister Tonio Scotti. Ha allenato in categorie più alte e porta competenze e idee che fanno la differenza. E Tonio lo conosciamo: da giocatore era una macchina da gol, con tante reti fino a categorie importanti come l’Eccellenza. Detto questo, il ritorno è sempre più duro: dobbiamo restare umili e affamati. 

Descrivici l’ambiente Bottanuco: che aria si respira nell’ambiente e parlaci del gruppo allestito quest’anno…

A Bottanuco si respira entusiasmo e compattezza. Società, staff e squadra sono allineati e questo crea un ambiente sano. Il gruppo è stato costruito con criterio: prima si è messa l’ossatura, poi si sono aggiunti i tasselli giusti, puntando prima di tutto su persone affidabili.
Un altro obiettivo della società è valorizzare i ragazzi del settore giovanile, e non è un caso che 7-8 juniores abbiano già debuttato in prima squadra: è un segnale concreto del lavoro che c’è dietro e della direzione che vogliamo seguire.
 

Due parole sul lavoro fatto finora da mister Antonio (Tonio) Scotti e dallo staff, che vi ha portato in cima alla classifica?

Tonio e lo staff stanno facendo un lavoro enorme: organizzazione, intensità e atteggiamento. Si vede la sua mano in tutte le fasi: squadra compatta, aggressiva e con idee chiare.
Voglio citare anche Andrea Ceresoli, il nostro preparatore atletico: due anni fa seguiva la prima squadra dell’Albinoleffe. Per la Terza Categoria è un lusso. Ha sposato il progetto Bottanuco e ce lo teniamo stretto.
Poi Massimo Devecchi, direttore tecnico, che dà struttura e visione al lavoro di tutti. E Marco Sella, mio collaboratore, che dall’anno prossimo sarà sempre più al centro del progetto.
Pietro Ghinzani è fondamentale: ci sta dando una grossa mano. Siamo contenti di vederlo di nuovo nel calcio provinciale e siamo fortunati ad averlo a Bottanuco.
E non posso non nominare Ciano Scotti e Mirco Previtali: sono gli angeli del calcio dietro le quinte, arrivano per primi e vanno via per ultimi, e rendono il lavoro di tutti molto più semplice.

Cosa ti senti di dire alla squadra, in vista del girone di ritorno?

Dico grazie per quello che abbiamo fatto fin qui, ma non abbiamo ancora fatto niente. Nel ritorno tutti ci affronteranno al massimo. Quindi testa bassa, umiltà e lavoro: una partita alla volta. Se restiamo squadra e seguiamo lo staff, possiamo toglierci grandi soddisfazioni.

Chi ti ha ispirato a fare il DS?

Mi ha ispirato Virginio Ghisleni: a Medolago ho fatto il suo vice e ho imparato tantissimo da lui, è davvero bravo. Da giocatore ho avuto la fortuna di avere come DS Giuseppe Nervi, che oggi sta facendo una carriera stratosferica: ogni tanto lo sento e cerco di rubare qualcosa.

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