Datemi una macchina fotografica e solleverò il mondo. Dalla provincia bergamasca alla Città Eterna. Era l’8 ottobre 2013 quando Morris Paganotti ha “staccato” il biglietto di sola andata da Grumello del Monte a Roma per inseguire il suo grande sogno: fare della propria passione la professione. Oggi all’Olimpico (ore 18) si affrontano, sul rettangolo verde, due pezzi del suo cuore tra passato ma sempre presente e una bella fetta di futuro. Lazio-Atalanta tuttavia è solo una piccola parte del suo mondo totalmente polisportivo e rigorosamente da immortalare. Dal tamburello (con le eccellenze orobiche Ciserano e Grassobbio e con il mondiale alle porte proprio nella capitale), all’amore per la pallavolo e a quel legame sempre forte con il Volley Bergamo.
A CACCIA DI UN SOGNO – “Amo lo sport, raccontare le gioie ed il dolori degli atleti, la fatica, immortalare per sempre un pezzo di vita,un pezzo di storia. Con il passare degli anni ho iniziato a collaborare con diverse federazioni e società. Dalla pallavolo al tamburello per la quale, da tre anni, sono fotografo ufficiale. E proprio qui ho avuto il piacere di raccontare molte vittorie delle squadre del nostro territorio creando, contestualmente, dei bellissimi rapporti con loro. Legame speciale che ho da sempre anche con il Volley Bergamo. Mi sono innamorato della pallavolo grazie alla mitica Foppapedretti e ad una centrale del calibro di Maja Poljak. Le prime gare da semplice tifoso, poi le prime foto amatoriali, che nel corso degli anni sono diventate professionali. Ho lavorato per sei anni per la Roma Volley. Ricordo ancora la prima volta con Bergamo da “avversaria”: scattavo per la Roma cantando i cori della Nobiltà Rossoblù. Seguo tutt’ora la squadra. Spesso con Andrea Veneziani (amministratore unico ndr) scherziamo sul fatto di iniziare a collaborare. Chissà magari un giorno accadrà, sarebbe bellissimo”.
UN BERGAMASCO A ROMA – “Il mio cuore è bluceleste, i colori dell’AlbinoLeffe. Ho girato tutti gli stadi d’Italia pur di esserci. Ma sono bergamasco, fieramente, sempre al 100%. Impossibile non seguire le sfide che porteranno Lazio e Atalanta ad incontrarsi tre volte tra campionato e Coppa Italia. La Dea, dopo il pareggio di Como, il 3-0 alla Juve ed il 2-1 sulla Cremonese, è sulle ali dell’entusiasmo, sta vivendo un buon momento ed ha un progetto preciso, costruito con armonia e determinazione. Il tutto con l’ineguagliabile spinta dei suoi tifosi. Sul fronte opposto, invece, nonostante il passaggio del turno in Coppa Italia, regna il caos e lo stadio sarà ancora vuoto. Società un po’ allo sbando, i rapporti tra Lotito e Sarri sono incrinati addirittura, secondo vari rumors, in modo irreparabile”.
DEA FAVORITA – “Sia in campionato sia in Coppa Italia l’Atalanta parte avvantaggiata. Anche perché vincere il trofeo potrebbe diventare la strada migliore verso l’Europa. Specie perché in campionato fatico a vedere de Roon e compagni qualificati per la Champions League soprattutto dopo l’infortunio di CdK e per l’incertezza dei suoi tempi di recupero. Ma Palladino è un ottimo allenatore e saprà trovare le contromisure per sopperire all’assenza del belga”.
IL GASP – “Lo scorso anno ero anche il fotografo ufficiale del “Premio Bearzot” vinto da Gasperini. Nulla di certo, ma l’ambiente romano era già certo che lo avrebbe visto in giallorosso. Per lui è una sfida ardua, Roma crea una pressione incredibile che si può capire a fondo solamente vivendo il clima”.
DOPPIO ANEDDOTO “OLIMPICO” – “Il primo aneddoto: giovedì 25 novembre 2010 Ottavi di Coppa Italia, Lazio-AlbinoLeffe 3-0. Diluvio universale, freddo, poca gente, Ma noi emozionati a cantare per i nostri colori e ad essere applauditi dai pochi della Curva Nord. Il secondo: Lazio-Atalanta finale di Coppa Italia, tanti miei amici bergamaschi. Io invece, post lavoro, mi trovo a Ponte Milvio con alcuni amici laziali a festeggiare dopo la partita. Ma l’aspetto più bello, il sano sfottò con i ragazzi della mia terra con cui sono cresciuto. Questo è il bello del calcio. Che regala anche imprese come la magica notte di Dublino. Felice per la ribalta che si è presa Bergamo, che considero la seconda città più bella del mondo, dopo Roma”.
Federico Errante
