Andrea e Simone Beretta due fratelli “opposti” ma con la passione per la Dea. Esattamente come nonno Nino, 96 anni, che non perde nemmeno un istante delle partite dei nerazzurri. Rigorosamente fianco a fianco con i nipoti. E Andrea, vista la serata di Champions da cancellare, si aggrappa – doverosamente – ad una bella dose di diplomazia dopo lo 0-1 di Bruxelles.
TROPPI CAMBI – “Dopo la sconfitta della scorsa settimana in Champions, che ha fatto male, con il Parma si era vista una svolta e un cambio di atteggiamento. Purtroppo, questa sera, leggendo la formazione, c’è stato un mix tra curiosità e timore per le otto variazioni (eccessive ed azzardate) rispetto a domenica; infatti, il primo tempo è stato sottotono, soprattutto con parecchie sbavature e poco gioco per poter pensare di passare in vantaggio. Con i quattro cambi ravvicinati nel secondo si sperava di rivedere quella brillantezza e fluidità di gioco, ma così non è stato e l’entusiasmo si è spento dopo aver subito il gol dell’Union“.
DA TERZI A QUINDICESIMI – “C’è tanto rammarico perché potevamo essere in una posizione di classifica decisamente migliore, ma nelle ultime due partite l’aver abbassato il livello di gioco (e di attenzione, specie con i baschi) è costato carissimo”.
GRECI O TEDESCHI – “Sono comunque certo che ci riprenderemo. Mi auguro di rivedere, magari già da Como, prestazioni da vera Atalanta. Un qualcosa indispensabile in particolar modo nei playoff dove ci aspetta una tra Dortmund o Olympiakos quindi dovremo ritrovare le nostre certezze e giocarcela al meglio per raggiungere gli ottavi. Come dico sempre, ricordiamoci da dove veniamo e sosteniamo comunque la squadra nei momenti belli e brutti per poter rivivere serate indimenticabili come quelle degli ultimi anni”.
Federico Errante
