Bergamo domina nel tamburello femminile in versione Indoor. Lo fa dentro e fuori i confini nazionali grazie a due squadre – Ciserano e Grassobbio – talmente abili d’aver innescato una sorta di duopolio. In attesa della Coppa Italia, infatti, domenica scorsa lo scontro diretto ha regalato un altro tricolore all’Ubisport. La stessa che, a Bruxelles, aveva già superato le cugine nella finale di Coppa Europa, vale a dire la Champions League della disciplina.
Presidente e direttore tecnico del Ciserano campione d’Italia e d’Europa da imbattuto, è Flavio Ubiali, volto noto nel nostro territorio e non solo presenta la sfida di domani (ore 21) tra Union Saint Gilloise e Atalanta, valida per l’ultimo turno della prima fase del massimo trofeo del Vecchio Continente.
UNA DOMENICA BESTIALE – “Mentre l’Atalanta vinceva 4-0 sul Parma noi stavamo facendo lo stesso sul Grassobbio in una sfida decisiva per l’assegnazione del campionato. Ci tenevamo tanto a questo scudetto. Conquistarlo nuovamente nel giorno di un provvidenziale successo anche per i nerazzurri è stata una bella coincidenza. Dopo l’1-1 di Pisa e l’incredibile 2-3 con il Bilbao ci voleva un pomeriggio così”.
BRUXELLES, ANCORA – “Curioso che l’ultimo turno della Champions per i ragazzi di Palladino si giochi nella città in cui, con il mio Ciserano, abbiamo conquistato poche settimane fa la Coppa Europa ancora contro il Grassobbio. Speriamo che finisca con un altro sorriso. Anche perché l’Union è avversario alla portata da affrontare però eliminando quei cali che hanno regalato il ribaltone al Bilbao”.
SCONFITTE “SALUTARI” – “Voglio considerare i 18′ con il Bilbao un episodio da cui trarre la giusta e doverosa lezione. E che non si deve più replicare. Un qualcosa successo anche alle mie ragazze quando il Grassobbio ci ha superato nel primo match della stagione, in Supercoppa. Quella battuta d’arresto ci ha fatto capire che dovevamo lavorare intensamente senza fare voli pindarici e guadagnarci sul campo ogni successo. Talvolta i percorsi sono contrassegnati da stop più o meno bruschi, che bisogna essere bravi a mettere a metabolizzare immediatamente. L’Atalanta lo ha fatto con il Parma, sono certo che proseguirà con l’Union”.
MOTIVAZONI – “Il black-out con i baschi è un episodio, il cammino della Dea racconta ben altro. A fine primo tempo questa squadra era terza in classifica. Il contesto europeo, rispetto al campionato, non si presta a pericoli circa l’approccio alle partite. Certi palcoscenici fanno scattare qualcosa in automatico e l’Atalanta sta confermando di saperci stare alla grande”.
LA PROGRAMMAZIONE – “L’innesto di Raspadori spiega chiaramente le intenzioni. Anche per questo non vedo utopia un pensierino alla nuova qualificazione Champions. L’Atalanta ha il potenziale, ovvio che adesso tutto dipenda anche da chi sta davanti. Ma Inter a parte, tutte stanno vivendo dei momenti piuttosto altalenanti perciò ci si deve credere. Almeno fino a prova contraria. Detto ciò, così non fosse un piazzamento per un’altra competizione europea sarebbe da accettare di buon grado perché la Dea confermerebbe, anche nel post Gasperini, la sua dimensione. Ed è proprio questa la chiave: la storia ci ha mostrato il Verona e la Sampdoria scudettate con il classico “one shot”, i bergamaschi invece stanno garantendo una costanza che adesso sta assumendo durata pluriennale. Per merito di un vertice con le idee chiare, solido e lungimirante”.
Federico Errante
