Sei punti sull’Acos, sette sull’Oratorio Cologno, nove su Gavarnese ed Oratorio Calvenzano e dieci sul Cenate Sotto. Una sola sconfitta al passivo e miglior attacco trascinato dalle 15 reti di Andrea Maggioni. Questi i numeri di un Torre de’ Roveri che comanda il girone A di Promozione a quota 32, ma che non si produce in voli pindarici restando piuttosto con il mirino su un torneo che non consente distrazioni. Come racconta il tecnico Riccardo Poma.
TRA AMBIZIONI E UMILTA’ – “È almeno il terzo anno che si comincia con ambizioni e buoni propositi. Nella prima parte di campionato i riscontri sono stati positivi, ma bisogna mantenere l’entusiasmo abbinandolo, sempre e comunque, all’umiltà per tenere i piedi ben saldi a terra”.
FATTORE MERCATO – “La nostra scelta è quella di non apportare variazioni alla rosa anche perché siamo molto soddisfatti e puntiamo sulla continuità che ci sta garantendo un gruppo coeso nel quale con una rosa lunga non è mai facile accontentare tutti poiché sono necessarie delle scelte. Eppure ora anche chi è impiegato meno e che sarebbe titolare in tutte le nostre avversarie si sta dimostrando esemplare. Le altre invece si presenteranno con modifiche in alcuni casi anche sostanziali perciò il rafforzamento potrebbe anche stravolgere le gerarchie”.
LA FORZA DEL TREND – “Dopo un rinnovamento massiccio in estate, la partenza subito di livello ha facilitato l’amalgama. Specie perché, in fase di costruzione, si è privilegiato l’aspetto umano. Prima uomini e poi calciatori anche per ciò che concerne l’attitudine al lavoro ed al sacrificio. La priorità era quella di creare il miglior contesto possibile”.
MAGGIONI CAMALEONTICO – “Eravamo andati alla ricerca della classica prima punta anche perché l’idea iniziale era un 4-3-3. Non avendola trovata, si è scelto di schierare Maggioni come terminale nel 4-2-3-1. Un ruolo per lui inedito che però sta dando risultati evidenti, anche perché permette una tipologia di gioco spiccatamente offensiva e decisamente varia” .
ANTENNE DRITTE – “Il vantaggio in classifica c’è, ma adesso va ulteriormente alzata la soglia di attenzione e di concentrazione. Ripartire con Calusco ed Acos sarà dura perché si tratta di formazioni che vogliono essere protagoniste, a riprova di un girone durissimo ed equilibrato. Poi su alcuni terreni c’è sempre l’incognita del contesto (campi stretti, larghi o altri fattori). Ecco perché bisognerà avere anche la flessibilità per adattarci, di volta in volta, alle varie situazioni che troveremo”.
Federico Errante
