Finisce esattamente come Gasp non avrebbe voluto, vale a dire con lui come De Rossi qualche giorno prima all’Olimpico. Ossia come un grande ex prima applaudito e poi punito. L’Atalanta apre il 2026 con il botto: Roma superata 1-0 con una rete di Scalvini in una gara caldissima che porta la settima sconfitta ai capitolini (la quarta nelle ultime sei).
C’è Scalvini in difesa, a sinistra Zalewski alto con Bernasconi alle spalle mentre le curve si “dividono” sul ritorno del tecnico di Grugliasco: per la Pisani (“Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore, ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo Campione”), per la Morosini (“Una bella storia si giudica anche dal finale, peccato”).
Il primo brivido lo regala Ederson con un retropassaggio avventato che non viene sfruttato da Dybala, Ferguson e Soulè per il salvataggio decisivo di Djimsiti. Al 12′ il match di sblocca tra le proteste giallorosse: angolo di Zalewski e deviazione vincente di Scalvini con il Var dice che non c’è una presunta carica del difensore su Svilar (proteste vibranti degli ospiti per le mani sul volto del portiere). Passano 8′ e Zalewski si divora il raddoppio quando calci fuori con il destro da posizione favorevolissima. Il bis ci sarebbe – e parrebbe pure regolare – al 29′ quando Bernasconi centra per Scamacca: stacco del bomber tutto solo e palla in rete. Dopo sei minuti, Fabbri richiamato all’on field review sceglie d’annullare per una posizione irregolare dell’attaccante ad inizio azione. La Dea, che aveva perso Kolasinac (26′, contusione al ginocchio sinistro dentro Ahanor), vede finire ko anche Scalvini (59′, crampi, sostituito da Hien), stringe i denti e lo fa già ad inizio ripresa quando Carnesecchi è super su una girata di Ferguson. Gasperini cala l’artiglieria pesante con Dovbyk, ma è Djimsiti strepitoso a sventare su Dybala (64′). Passa un minuto e i nerazzurri non capitalizzano una ripartenza tre contro uno quando un sinistro radente di Bernasconi viene messo in corner. Ci prova anche un combattivo Krstovic – che aveva rimpiazzato Scamacca -, ma la sua soluzione aerea finisce larga. Nel finale scintille tra Gasperini e Palladino con espulsione del match analyst Mattia Casella. Ma lo spot dello spirito atalantino arriva nel recupero, poco prima che Krstovic chiami Svilar all’ultima parata, quando De Ketelaere rincorre Tsimikas e si guadagna un fallo preziosissimo. Aggettivo da copiare e incollare per definire il successo dell’Atalanta. Che mercoledì (ore 18.30) giocherà a Bologna priva di capitan de Roon (ammonito, era diffidato).
Il commento è di Pietro Pini, abbonato della “Morosini” e anche volto della campagna di New Balance dedicata alla Dea.
GASPERINI? STO CON LA MOROSINI – “Nove anni meravigliosi, ma non si può andare via come ha fatto. Dice di conoscere noi bergamaschi, credo che invece non ci conosca davvero. Bastava che lo scorso anno dopo l’ultima partita avesse preso il microfono per ringraziare Bergamo e annunciare il suo passaggio alla Roma e l’avremmo applaudito lo stesso. Poi lo ringrazierò per sempre perché ha reso grande l’Atalanta”
ARBITRAGGIO NEGATIVO – “L’annullamento del gol di Scamacca non ha senso. Un qualcosa visto raramente negli ultimi anni probabilmente attuato per compensare quello di Scalvini cosi ne è uscito un errore ancor più grave”
PALLADINO PROMOSSO A PIENI VOTI – “Sono contentissimo per questa grande vittoria. C’era perplessità dopo certe prestazioni invece credo che Palladino stia facendo molto bene e anche stasera si è giocato bene anche i cambi. Zalewski un signor giocatore. Si è visto anche stavolta l’assenza della qualità di Lookman visto che mancava un po’ di sostegno davanti a Cdk e Scamacca. Però c’è grande soddisfazione e dimentichiamo un po’ l’amaro che aveva lasciato lo 0-1 con l’Inter. Avanti così perché questa è la via giusta per ricostruire la nostra Atalanta”.
Federico Errante
