Aspettando la Dea. Ramella: "Chelsea un esempio. E se ci fosse Palladino alla Maresca?"

Appaiate a quota 10 punti, sognano entrambe l’ingresso nelle prime otto. Una posizione che eviterebbe la “roulette russa” dei play-off. Atalanta e Chelsea si affrontano domani alle 21 alla New Balance Arena nel sesto turno della prima fase della Champions League. Una serata di gala per i bergamaschi che, quanto a coefficiente di difficoltà in fase di sorteggio, si era definita seconda solamente al match di debutto contro i campioni d’Europa del Psg. Nicolò Ramella, telecronista di Sky Sport e conduttore di Radio Tv Serie A e con un  passato quinquennale come responsabile comunicazione della gloriosa Pro Patria, “fa le carte” alla supersfida in arrivo.

APPROCCIO – “Già in Coppa Italia c’era stata una piccola avvisaglia circa un approccio al match non consono. Perché il Genoa, nel primo quarto d’ora, aveva cominciato meglio e l’Atalanta non mi era affatto piaciuta. Al contrario di come poi è uscita da quella fase iniziale prendendo il sopravvento”.

STOP A VERONA – “Mai mi sarei aspettato una sconfitta simile nonostante Zanetti avesse raccolto meno di quanto meritato fin qui. Ho notato che si stanno riprendendo alcuni concetti “gasperiniani” come l’uomo contro uomo a tutto campo, nei duelli o nel creare superiorità numerica. Sono situazioni entrare nel dna nella squadra, ma quando mancano come accaduto al “Bentegodi” diventa complicato proprio perché la squadra è abituata a certi automatismi”.

EQUILIBRIO, PLEASE – “Come sempre, quando c’è un cambio di guida tecnica, bisogna avere molto equilibrio nelle valutazioni perché può starci un po’ di elastico in termini di rendimento. Conta però trovare il corretto bilanciamento a breve perché così non fosse potrebbe diventare un problema di non cosi facile risoluzione. Mi sembra però che Palladino abbia il gruppo dalla sua e che i ragazzi stiano assimilando i suoi concetti credendo fermamente nel suo lavoro. A prescindere dall’1-3 di Verona”.

MOMENTO CHELSEA – “In Premier mi aspettavo un Chelsea diverso (quinto a -1 dal Crystal Palace quarto, ma a -8 dall’Arsenal capolista ndr). Ma è una squadra molto fresca, con grandissima qualità e con un allenatore come Maresca che si fa sempre apprezzare per il coraggio nelle scelte, sia tecniche che tattiche così come nella gestione delle partite”.

POSSIBILE CHIAVE – “L’uomo su uomo con il Chelsea potrebbe divenire problematico. L’Atalanta non si deve snaturare, ma potrebbe anche pensare di abbassare le linee di centrocampo e difesa. Il che non significa affidarsi al catenaccio, piuttosto lasciar la costruzione agli inglesi affidandosi alle doti in ripartenza dei suoi uomini di maggior estro”.

BLUES…EMPIO – “Enzo Maresca ha un contratto lunghissimo (fino al 2029 ndr), a dimostrazione quanto il club creda in lui e lo lasci lavorare senza pressione e senza la necessità del risultato immediato. Che è proprio ciò che si dovrebbe permettere ad un allenatore che prende le redini dopo la chiusura di un ciclo lunghissimo, proprio come quello di Gasperini a Bergamo. E allora perché non fare lo stesso con Palladino? Un mister giovane sul quale poter ampiamente impostare un discorso a lungo termine. In questo modo si darebbe un segnale forte e chiaro a tutto l’ambiente. Il Chelsea lo ha fatto e difficilmente si trova in un contesto polemico che richiede il tutto e subito. A Bergamo c’è un tifo caldo, ma anche competente. Che è consapevole di ciò che è stato fatto e che ha anche la pazienza di aspettare al cospetto di una prospettiva pluriennale solida”.

SCAMACCA IS BACK – “Sono molto felice che Scamacca stia tornando. Con il Genoa ha messo minuti importanti nelle gambe, con il Verona è tornato al gol. Ha fame, esplosività e credo sia sulla strada giusta per riproporsi ad alto livello”.

Federico Errante

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