Gerolamo Testa, per tutti Gerry, è un’istituzione per il mondo del tamburello. Presidente provinciale della federazione lo è anche del Grassobbio, la cui formazione che milita nella serie A1 Open domenica scorsa ha conquistato la Supercoppa. Si è trattato di un traguardo storico non solo perché è la prima volta, ma anche perché dall’altra parte c’era il Ciserano, detentrice del trofeo nonché campione d’Italia e d’Europa.
Per tradurla nella sfera calcistica, è come se l’Atalanta avesse battuto una miscela tra Psg e Napoli. Ma a proposito d’Europa, Testa è atalantino doc, era a soffrire e poi a gioire a Dublino ed ha nel nerazzurro la sua seconda pelle.
NODO JURIC – “A Marsiglia mi è sembrato di vedere l’Atalanta alla quale eravamo abituati. Aggressiva, propositiva, capace di giocare su buonissimi ritmi nonostante, ancora una volta, troppe occasioni fallite. Speriamo non sia stato il classico “fuoco di paglia”. Juric non mi fa impazzire, sarebbe stato il profilo ideale per l’era precedente Gasperini non per quella attuale. Ma è pur vero che se Krstovic sbaglia certe occasioni non è certamente colpa del tecnico. E cito il montenegrino per fare un nome”.
FIDUCIA, SEMPRE E COMUNQUE – “Gli amici mi danno della vedova del Gasp anche perché ormai non mi perdo una partita della sua Roma per rivedere quel gioco che ci ha incantato a lungo. In ogni caso spero che l’1-0 del Velodrome sia stata la svolta. Sono fiducioso, ora mi auguro che con il Sassuolo arrivi la conferma”.
CON I NEROVERDI UN SOLO RISULTATO – “Domenica non si può sbagliare. Si sono già buttati troppi punti tra Pisa, Parma e Cremonese per dirne tre e non menzionare la trasferta di Udine. Perché dopo il “Friuli” ho dato un occhio alla classifica guardando anche alle spalle. E non succedeva da tantissimo tempo. Il campionato comunque è lungo, penso che avversarie come la Cremonese siano destinate a calare. Dopo la sosta però si va a Napoli e in pochi giorni tra Natale ed inizio 2026 Inter, Roma e Bologna una dietro l’altra. Ecco perché il Sassuolo potrebbe dirci se Marsiglia è stato un fuoco di paglia o un match capace di ridarci la prima “tacca” di consapevolezza per capire il vero valore”.
FINALMENTE LA SORTE – “Mercoledì finalmente un episodio a favore. Ecco perché potrebbe essere stato un minuto cruciale. Quello tra il fallo di mano non sanzionato di Ederson e la genialata di Samardzic. In un pugno di secondi si è passati dalla probabile sconfitta che avrebbe aperto scenari funesti, ad un colpaccio più che meritato”
NON SOLO BERARDI – “Berardi ha realizzato il suo gol numero 150 con la maglia emiliana, ma il Sassuolo non è solo lui ed è sempre imprevedibile. Alterna partite brillanti ad altre decisamente sbiadite e questa è un’insidia in più. Sperando che, contestualmente, Lookman la smetta con certi atteggiamenti a pochi giorni dalla rete al Milan che gli aveva fatto guadagnare il perdono di molti. Anche perché Juric lo sostituisce quasi sempre, avrà le sue ragioni e il giocatore deve accettare le scelte”.
SAMARDZIC&KRSTOVIC – “Samardzic mi ricorda Miranchuk e, a tratti, Malinovskyi ovvero elementi estrosi che spesso ci hanno regalato prodezze balistiche ma che poi sono stati raramente continui. Lazar è un talento assoluto, chissà che questa magia lo abbia definitivamente sbloccato. Attendiamo con impazienza anche Krstovic. Eravamo abituati fin troppo bene con Retegui, ma sfido chiunque ad essere al settimo cielo quando il bomber è arrivato dal Genoa. Nikola non ha un percorso molto differente visto che arriva dal Lecce, ora però deve cambiare ritmo. Servono i suoi gol”
GRASSOBBIO COME LA DEA – “Paragono il mio Grassobbio all’Atalanta. Otto anni fa siamo partiti con tante ragazzine in organico con l’obiettivo di costruire qualcosa di buono per provare a vincere. Domenica, finalmente, abbiamo superato il Ciserano che aveva perso una sola partita in due anni mettendo in bacheca la Supercoppa, il primo trofeo della nostra storia. Nel mio piccolo ho rivisto la Dea che, contro ogni pronostico, ha messo sotto big come Liverpool e Bayer Leverkusen nel cammino che ha portato alla conquista dell’Europa League“.
Federico Errante
