La peggior Atalanta della stagione si ferma ad Udine. In Friuli arriva la prima sconfitta in campionato al termine di una prestazione preoccupante. Padroni di casa che ne approfittano e puniscono grazie al classico gol dell’ex, Nicolò Zaniolo al 40′. Preoccupante – aggettivo ancora “soft ” – però è l’approccio, la pochezza nelle situazioni facili e da allarme rosso la totale mancanza di reazione una volta sotto. La fotografia? 4′ di recupero e Udinese in gestione con ultimo sussulto a proprio favore (punizione di Piotrowski alta non di molto). Primi cambi al 59′, Brescianini solo all’85’, Scamacca in ritardo, Krstovic controfigura di quello visto con la maglia del Lecce e tanto, troppo altro su cui porsi domande. Sperando che le risposte arrivino prima a Marsiglia, poi in casa domenica prossima con il Sassuolo.
In un primo tempo in cui i nerazzurri giocano nettamente sotto ritmo è l’Udinese a comandare le operazioni. Unico sussulto il gol annullato a Kamaldeen per posizione di fuorigioco ad inizio azione di Zappacosta (24′). Prima e dopo è un discorso a tinte bianconere, a cominciare da Atta (destro largo al 18′) e Kamara dalla distanza che obbliga Carnesecchi alla respinta. Al 40′ è il franco-ivoriano da sinistra che mette al centro dove Zaniolo, all’altezza del dischetto del rigore, non può sbagliare. Passano 3′ e ci vuole un super Carnesecchi su un destro di Karlstrom: un prodigio che manda in archivio 45′ da cancellare, in cui Okoye è stato spettatore non pagante. La sagra degli errori nelle situazioni semplici non si arresta nemmeno nella ripresa. E, in una di queste con palla corta di Lookman per Krstovic (dentro al 59′ per Kamaldeen e Scamacca), Bayo alza la mira al 72′. Dieci minuti prima a Krstovic manca l’istinto del bomber su una palla di Zappacosta mentre all’81’ una conclusione di Bellanova è sventata da Atta, per distacco il migliore in campo. I segni di vita dell’Atalanta nella seconda parte sono rimasti questi. Ed è proprio l’oggettività, che fa rima con sterilità, a mettere ciascuna delle parti in causa di fronte alle proprie responsabilità. Con l’auspicio che la sveglia suoni in fretta.
Tra gli 881 tifosi al seguito alla Bluenergy Arena, che avrebbero meritato uno spettacolo dal tenore opposto, anche Dafne Rota, 33enne che “sacrifica ferie e permessi” per seguire la Dea in Italia ed in Europa. Il suo commento a caldo dice tutto circa l’umore della gente.
TROPPO BRUTTI PER ESSERE VERI – “L’Atalanta di oggi? Brutta, brutta, brutta. Zero gioco, zero voglia. Passaggi inutili ed esasperanti anche quando c’è lo spazio per la conclusione, passeggini reiterati anche nei pressi dell’area anziché aumentare i giri. Sembra manchi proprio l’intraprendenza cosi come la voglia di provarci”.
SAN CARNESECCHI – “Anche stavolta, come in tante altre circostanze, non avesse limitato il passivo Carnesecchi sarebbe finita con un passivo peggiore. E contro questa Udinese è un qualcosa d’inaccettabile”.
TUTTO BENE? ANCHE NO – “Juric continua a dire che va tutto bene. Oggi abbiamo avuto la conferma che non è esattamente come sostiene l’allenatore. Sapevamo che chiunque sarebbe arrivato dopo Gasperini avrebbe fatto fatica e sarebbe stato difficile raccoglierne l’eredità. Però cosi non si può accettare”.
SINGOLI., CHE STECCA – “Chi è stato scelto dall’inizio ha fatto male, chi è subentrato anche peggio. Krstovic impalpabile, CdK imbarazzante e Lookman inesistente. Sembrano giocatori quasi costretti ad andare in campo e così non funziona. Non possiamo fare altro che augurarci di risollevarci in fretta, già da Marsiglia. Per chi come me ha seguito la squadra a Portogruaro o a Reggio Calabria in B non è un pomeriggio come questo a far vedere tutto nero. Però è necessario reagire e cambiare marcia”.
Federico Errante
